Al via le prime convenzioni tra Lepida e i Comuni montani privi di copertura di telefonia mobile per la posa dei tralicci

E’ in vista la definizione di apposite convenzioni tra Lepida e i primi otto Comuni montani della regione non coperti dal servizio di telefonia mobile per l’installazione di tralicci idonei ad ospitare i ripetitori degli operatori cellulari. Si tratta del primo step degli interventi scaturiti a seguito della ricognizione delle aree montane della regione non coperte o parzialmente coperte dal servizio di telefonia mobile

realizzato un anno fa da Lepida con la collaborazione dell’UNCEM, insieme ad un’analisi del posizionamento dei Comuni sulla base dei parametri rilevati (numero abitanti residenti, numero abitanti saltuari, presenze turistiche, numero di attività commerciali) e del grado di rischiosità del territorio rilevato dalla Protezione Civile. Nei mesi scorsi Lepida ha effettuato alcuni incontri, presentando e concertando il modello per lo sviluppo di tralicci a tutti gli operatori fisici cellulari in possesso di autorizzazione ministeriale (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad).
La Regione Emilia-Romagna ha quindi stanziato 350.000 euro per la costruzione di tralicci nelle zone dove manca copertura cellulare ed ha dato mandato a Lepida (delibera di Giunta regionale n. 1864/2018) di procedere alla progettazione della fattibilità tecnica ed economica, alla progettazione esecutiva, alla realizzazione, al collaudo e alla successiva gestione dei tralicci, in base al modello previsto dalla Regione che individua zone ove è palese il “fallimento di mercato” dell’offerta di servizi di telefonia mobile e nelle quali tutti gli operatori fisici cellulari non solo non offrono copertura in quell’area, ma non vi è intenzione nei propri piani industriali di medio periodo di offrirla. La realizzazione di ogni singolo traliccio è poi vincolata all’impegno di almeno un operatore cellulare ad effettuare la copertura dell’area di interesse e ad effettuare l’esercizio degli apparati necessari, per evitare che l’opera rimanga inutilizzata.
Ai Comuni interessati compete la messa a disposizione di un’area ove costruire il traliccio che sia di proprietà o nella propria disponibilità.