Approvato dalla Regione il nuovo Fondo per la Montagna 2021-2023: risorse in più per le Unioni di Comuni montani

Con delibera di Giunta n. 349 del 15/03/2021 la Regione ha approvato il nuovo riparto delle risorse del Fondo regionale per la Montagna (L.R. n. 2/2004) per il finanziamento dei programmi triennali di investimento delle Unioni di Comuni montani 2021-’23.

La novità è che le risorse regionali della nuova programmazione sono aumentate da 14 a 15 milioni di euro, con una ulteriore integrazione di 500mila euro provenienti dal Fondo nazionale per l’anno 2021.
Ad anticiparlo direttamente ai rappresentanti delle Unioni montane è stata l’assessora regionale alla Montagna, Barbara Lori, in un incontro online organizzato da UNCEM Emilia-Romagna.
I finanziamenti saranno destinati principalmente ad interventi sulla viabilità e di manutenzione del territorio. I criteri con i quali è stato definito il riparto per tutte le 21 Unioni montane della regione, più il Comune bolognese di Alto Reno Terme e quello piacentino di Alta Val Tidone (nati da fusioni e che non fanno parte di Unioni), sono sempre gli stessi previsti dalla Legge Regionale n. 2/2004: il 60% in rapporto alla superficie delle aree montane e il 40% in base alla popolazione residente. Soltanto i fondi aggiuntivi provenienti dal Fondo nazionale vedranno una ripartizione con un criterio innovativo basato sul calcolo chilometrico delle strade per ogni Comune.
“Questi stanziamenti sono un’ulteriore conferma di quanto sia centrale la volontà della Regione di valorizzare la montagna, per garantire sempre maggiori opportunità alle comunità locali, a chi vi abita e lavora”, ha detto l’assessora Lori.
Anche il Presidente dell’UNCEM regionale, Giovanni Battista Pasini, ha definito il nuovo provvedimento come “una logica di programmazione importante”, facendo poi appello alle Unioni affinché facciano lo sforzo di una maggiore operatività nella capacità di spesa. “È importante - ha detto ancora Pasini - che si mettano in campo progetti di valenza territoriale. La logica che guarda ai singoli Comuni non fa altro che allungare i tempi ed è importante non frazionare i progetti che verranno presentati”.
Entro il 14 maggio le Unioni dovranno presentare alla Regione i propri programmi triennali di investimento. La stessa Regione farà poi richiesta, fra settembre e ottobre, dei progetti esecutivi.