Approvato il riparto del Fondo regionale per la Montagna 2017, verso una revisione della Legge regionale n. 2/2004

E’ stato approvato dalla Giunta regionale il 27 marzo il riparto del Fondo per la Montagna per l’anno 2017 relativo alle risorse di cui alla Legge regionale n. 2/2004. Sono stati confermati i 5 milioni di euro complessivi destinati alle 22 Unioni montane emiliano-romagnole previsti nel bilancio della Regione.

I criteri di assegnazione sono gli stessi di sempre, basati sui parametri di superficie (60%) e popolazione residente (40%). Le Unioni possono quindi procedere all’elaborazione dei nuovi Programmi annuali operativi (PAO), da presentare in Regione entro il 15 maggio prossimo.
L’approvazione del riparto è stata anticipata in un incontro svoltosi a Bologna il 15 marzo scorso, dove il responsabile del Servizio Aree protette, Foreste e sviluppo della Montagna, Enzo Valbonesi, ha anche confermato l’impegno della Regione, in sede di assestamento di bilancio il prossimo luglio, di incrementare la dotazione di 1 altro milione di euro, in modo da raggiungere la cifra stanziata lo scorso anno di 6 milioni di euro.
Nella sua esposizione, oltre a fare il punto sugli interventi relativi ai PAO 2016, ormai quasi tutti ultimati, Valbonesi ha anche anticipato l’intenzione della Giunta regionale di apportare modifiche alla Legge regionale n. 2/2004, in particolare rispetto alla pianificazione del Fondo per la Montagna, che si vorrebbe introdurre su scala triennale. La legge - è stato detto - era nata in un quadro programmatorio molto diverso, quando ancora erano presenti risorse nazionali per la montagna, oggi praticamente azzerate. Serve quindi predisporre una ripartizione delle risorse regionali più ampia, che possa guardare alla realizzazione dei PAO annuali, ma anche permettere di dare corso agli Accordi Quadro.
L’UNCEM Emilia-Romagna, nelle parole del presidente Giovanni Battista Pasini, si è detta disponibile a dare il proprio contributo nell’elaborazione delle proposte di modifica alla Legge regionale. Segnatamente per il 2017, Pasini ha poi auspicato che le Unioni predispongano “interventi certi” in grado di essere conclusi entro l’anno, programmando l’utilizzo delle risorse in un’ottica di integrazione con altri finanziamenti regionali come, ad esempio, il Piano di Sviluppo Rurale, favorendo un “effetto moltiplicatore” dell’entità economica degli interventi.

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