Il nuovo riparto del Fondo Regionale per la Montagna

Il Fondo Regionale per la Montagna, disciplinato dalla Legge regionale n. 2/2004 e ripartito in passato a favore delle Comunità montane ed ora delle Unioni montane, è nato per promuovere e finanziare progetti di valenza sovracomunale.

Un’importante scelta della Regione Emilia-Romagna, che è stata confermata per il 2016 con una dotazione di 6 milioni di euro, il doppio dello stanziamento del 2015.
Risorse particolarmente utili per rafforzare ed accreditare sempre più le Unioni montane quale ambito in cui promuovere progetti territoriali a valenza sovracomunale. Fondi, questi, che possono anche costituire la base per sviluppare in sede locale le opportunità derivanti dai fondi comunitari del PSR e del POR–FESR.
La Regione sta in queste settimane definendo il riparto di suddivisione fra le Unioni. Le cifre dettagliate non sono ancora state determinate, ma, essendo i parametri gli stessi definiti lo scorso anno, gli Enti possono fare un semplice calcolo, raddoppiando le risorse ottenute nel 2015. Entro il 27 maggio, tuttavia, dovrebbe essere approvato il riparto con le cifre esatte e, contestualmente, essere approvati i Programmi annuali operativi (PAO), i quali diverranno esecutivi entro un mese. Ciò significa che i progetti d’intervento locale potranno avere l’impegno di spesa regionale già nel mese di luglio e, per quelli subito “cantierabili”, entro la fine dell’anno potranno essere erogati i contributi.
La richiesta dell’UNCEM alla Regione è quella di accelerare al massimo i tempi per la comunicazione formale alle Unioni, in modo da permettere loro l’iscrizione dei fondi a bilancio e l’avvio della programmazione degli interventi.