L’8 luglio a Bologna l’UNCEM presenta la nuova Legge “Piccoli Comuni e Montagna”

Il nuovo disegno di legge “Piccoli Comuni e Montagna” sarà oggetto di presentazione e discussione venerdì 8 luglio alle ore 10 nella sede della Regione Emilia-Romagna in un incontro organizzato da UNCEM con l’autorevole partecipazione dell’onorevole Enrico Borghi, presidente nazionale dell’UNCEM e dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della montagna, nonché relatore alla Camera della stessa proposta legislativa.

All’appuntamento parteciperà anche l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli.
Dopo tre anni di discussione e di lavoro parlamentare, il disegno di legge (condiviso anche con il Governo) sembra possedere tutte le carte in regola per giungere ad una rapida approvazione. Due sono i punti chiave della proposta di legge, concepita per dare un futuro ai residenti nei piccoli comuni d’Italia e nelle aree rurale e montane: il tema dello sviluppo e quello dei servizi.
Come riportato all’art. 1, “la Legge Piccoli Comuni e Montagna promuove e sostiene lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti, garantisce l’equilibrio demografico del Paese favorendo la residenza in tali comuni, nonché ne tutela e ne valorizza il patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico. La presente Legge favorisce l’adozione di misure in favore dei cittadini residenti nei predetti comuni e delle attività produttive ivi insediate, con particolare riferimento al sistema dei servizi territoriali, in modo da contrastarne lo spopolamento e da incentivare l’afflusso turistico”.
Grande rilevanza viene data al ruolo delle Unioni dei Comuni e delle Unioni dei Comuni montani, che hanno il compito di coadiuvare ogni Amministrazione nell’assicurare i servizi al loro territorio e a favorirne lo sviluppo, ma anche agli insediamenti delle comunità umane nei piccoli comuni definite “risorse a presidio del territorio”, concetto per la prima volta enunciato in una Legge della Repubblica.
L’innovazione, attraverso il piano “banda ultralarga e attuazione dell’agenda digitale” nelle aree rurali e montane, insieme all’agricoltura (con misure di promozione della filiera corta, di vendita diretta dei prodotti agroalimentari a chilometro zero e agevolazioni per gli imprenditori agricoli) ed al turismo (con attività di riqualificazione dei centri storici, di promozione di alberghi diffusi e di acquisizione di beni demaniali), sono le risorse su cui la Legge punta maggiormente, con la creazione di un fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni, per il quale viene stanziata la somma di 100 milioni di euro dal 2017 al 2023.