L’UNCEM al tavolo della nuova programmazione regionale 2021-2027: risorse in spesa corrente e aiuti alla capacità progettuale delle Unioni

“Una opportunità senza precedenti per la montagna”. Così il presidente dell’UNCEM regionale, Giovanni Battista Pasini, ha definito la nuova programmazione regionale 2021-2027 in via di definizione in queste settimane, nella sua introduzione all’incontro svoltosi in videoconferenza lo scorso 4 agosto, al quale hanno partecipato

i rappresentanti della Giunta e del Consiglio UNCEM, delle Unioni montane, il presidente nazionale UNCEM, Marco Bussone, e, per la Regione Emilia-Romagna, Davide Baruffi, sottosegretario alla presidenza della Giunta e Barbara Lori, assessore a Montagna e Aree interne.
Un’occasione nella quale sono state illustrate da parte della Regione le Strategie Territoriali per le Aree Montane e Interne (STAMI) ricomprese nel Documento Strategico Regionale (DSR) per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo 2021-2027 approvato dall’Assemblea legislativa regionale il 30 giugno scorso e, da parte di UNCEM, sono state avanzate alcune proposte per l’utilizzo integrato ed efficace delle cospicue risorse previste nei prossimi anni.
Questi temi erano già stati dibattuti in precedenti incontri e in una riunione della Giunta esecutiva dell’UNCEM, nella quale il presidente Pasini aveva stimolato tutti a portare il proprio contributo di idee affinché la montagna possa recitare un ruolo importante nella programmazione condivisa per i prossimi sette anni. Aveva fatto appello ad un “vero partenariato” tra Regione, Province e Unioni per far uscire la migliore programmazione possibile. Di grande importanza, poi, anche le risorse messe a disposizione dalla proroga al 2021-2022 del Programma di Sviluppo Rurale e, soprattutto, il tema delle cosiddette “Aree interne” legate alla relativa Strategia Nazionale (SNAI), componente fondamentale della nuova programmazione. Come noto, su questo tema si è svolta in questi anni una sperimentazione su quattro “aree pilota” in Emilia-Romagna con risultati in chiaroscuro. Ora è in vista, da parte del Governo, un allargamento delle Aree Interne. Da parte dello stesso Pasini e dei componenti della Giunta UNCEM è venuta la proposta di riconoscere tutta la montagna quale “area interna”, evitando squilibri sui territori. Nell’incontro di agosto lo stesso sottosegretario Baruffi ha affermato che “si tratta di capire come la SNAI possa andare incontro alla montagna, dobbiamo avere una strategia complessiva che abbracci tutto il territorio montano”, parere confermato dall’assessore Lori, che ha evidenziato la necessità di “integrare la strategia nazionale con la strategia regionale comprendente la montagna”.
Diverse altre necessità per i territori montani sono scaturite dalla Giunta UNCEM, quali il miglioramento dei collegamenti, sia infrastrutturali che digitali, la viabilità, la mobilità e i trasporti pubblici, il rinnovamento delle reti idriche, il potenziamento dei servizi sanitari. Il presidente Pasini ha poi fatto sintesi riconducendo le varie istanze alla necessità di poter disporre, da parte degli Enti montani, non solo di risorse in conto capitale, ma anche di risorse per la spesa corrente, soprattutto in riferimento al potenziamento della capacità progettuale delle Unioni dei Comuni. Concetto, questo, che il presidente UNCEM ha ribadito nell’incontro di agosto, proponendo che in seno ad ogni Unione venga sottoscritto un “patto per lo sviluppo territoriale locale” per ogni ambito, la cui pianificazione possa partire dal basso e vada nella direzione di colmare il divario esistente fra la montagna e il resto del territorio. “Occorre - ha detto ancora Pasini - investire sulle Unioni, le quali devono recuperare autorevolezza e poter essere assistite nella progettazione”.