La nuova Legge sui piccoli Comuni presentata a Bologna

Il presidente nazionale UNCEM Enrico Borghi ha presentato ai Comuni i punti salienti della Legge recentemente approvata dalla Camera dei Deputati.

Il 21 ottobre scorso, nell’Aula magna della Regione Emilia-Romagna, in un incontro organizzato dall’UNCEM regionale, è stata presentata dall’onorevole Enrico Borghi la nuova Legge sui Piccoli Comuni approvata dalla Camera a fine settembre (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00991267.pdf).
Borghi, relatore della Legge nonché presidente nazionale dell’UNCEM e dell’intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della montagna, ha messo in risalto gli aspetti innovativi del testo approvato a Montecitorio: “Questa Legge – ha detto il deputato – dice cose mai dette prima” e ha posto il primo accento sull’aspetto della “residenzialità”, presente già all’articolo 1, dove, tra le finalità, si traccia la “promozione dell’equilibrio demografico del Paese, favorendo la residenza in tali comuni” e “l’adozione di misure in favore dei residenti nei piccoli comuni e delle attività produttive ivi insediate”. Qui Borghi ha voluto sottolineare il superamento di quella che ha definito come la “logica delle unioni a tutti i costi” e, più pragmaticamente, “la riorganizzazione territoriale per asfissia”, sostenendo che questa Legge va nella direzione dei “contenuti” e non dei “contenitori”, anche se la dotazione finanziaria assegnata sarebbe da incrementare. 
Altra novità giuridica della Legge è l’introduzione delle aree cosiddette “a fallimento di mercato” (laddove sono fallite le politiche del passato che affidavano lo sviluppo soltanto al mercato), dove sarà favorita la semplificazione e l’accesso per la diffusione della banda ultralarga.
Viene poi reintrodotto, all’articolo 13, il principio basilare della funzione fondamentale dello sviluppo socio-economico nuovamente attribuito agli ambiti locali. Spazio anche alla questione dei servizi postali, sui quali la Legge introduce la facoltà di proporre una diversa organizzazione del servizio sul territorio, con un ruolo attivo da parte dei piccoli comuni. Allo stesso modo, i Piani per i trasporti e per l’istruzione previsti dalla Legge, obbligano il Governo nazionale a tenere in maggior considerazione le realtà locali.
Borghi ha poi illustrato il meccanismo del “chilometro utile” per la commercializzazione, in assenza di intermediari, dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta, le cui aree di produzione e trasformazione sono poste a una distanza non superiore a 50 chilometri di raggio dal luogo di vendita. Di grande interesse, infine, anche le nuove norme per la valorizzazione dei centri storici in ottica produttiva, anche rispetto alla creazione di “alberghi diffusi”.
La Legge sui piccoli comuni ora passa all’esame del Senato. L’onorevole Borghi auspica la sua approvazione definitiva nel corso del 2017.