Nel 2020 quasi mille cantieri e oltre 24 milioni di investimenti per la sicurezza del territorio montano, di cui 16 milioni dalla contribuenza ai Consorzi di bonifica

Il 1° luglio scorso si è svolta l’annuale conferenza per la verifica dello stato di attuazione degli obiettivi indicati nella Legge regionale n. 7/2012 e del Protocollo d’intesa firmato nel 2013 da Regione Emilia-Romagna, UNCEM ed ANBI (Associazione nazionale Consorzi di bonifica) Emilia-Romagna, che prevedono di destinare alle aree montane

la quasi totalità delle risorse di bonifica lì riscosse per interventi di messa in sicurezza del territorio, al netto della quota rappresentata dalle spese di funzionamento dei Consorzi.
Un appuntamento che, anche quest’anno, ha fatto registrare toni di soddisfazione da parte di tutti gli Enti partecipanti per i dati decisamente positivi che hanno visto nel 2020 ben 967 cantieri programmati, finanziati con circa 16 milioni di euro, pari all’81,3% dei tributi riscossi dai sette Consorzi di Bonifica dell’Emilia-Romagna (oltre 19 milioni 700 mila euro complessivi), reimmessi nel territorio montano per opere contro il dissesto idrogeologico, frane, viabilità, rete degli acquedotti e recupero ambientale. A questa somma vanno poi aggiunti quasi 8 milioni 300 mila euro messi a disposizione dai Comuni e della Regione, per un valore complessivo di oltre 24 milioni 300 mila euro.
“Un risultato straordinario, senza precedenti, ottenuto grazie al lavoro di squadra tra Consorzi di bonifica, Regione ed Enti locali”, hanno affermato in coro gli assessori regionali alla Montagna, Barbara Lori, all’Ambiente, Irene Priolo e all’Agricoltura, Alessio Mammi, intervenuti alla conferenza.
Toni di soddisfazione anche da parte del presidente UNCEM Emilia-Romagna, Giovanni Battista Pasini, che a lungo si era battuto, negli anni scorsi, per alzare la quota degli investimenti in montagna da parte dei Consorzi. “Quando c’è una concertazione positiva nel modo di agire i grandi risultati si possono ottenere - ha detto - ed è evidente come adesso la situazione sia ben diversa da cinque anni fa, quando la percentuale della contribuenza di bonifica reinvestita in montagna era poco più del 66%, o addirittura degli anni precedenti la Legge regionale n. 7, quando eravamo al 34%. Stiamo parlando di un grande risultato, anche perché questi sono fondi che non gravano sulla finanza pubblica e sono risorse certe che tutti gli anni possono essere investite a beneficio del territorio, dei cittadini e delle imprese, in primis quelle agricole, per le quali voglio estendere un ringraziamento ai Consorzi che si sono resi disponibili a fare gratuitamente la progettazione sulla misura 5.1.01”.
La sicurezza idrogeologica - ha concluso Pasini - è un problema che non riguarda solo la montagna: il territorio è un tutt’uno che parte dal crinale fino ad arrivare in pianura e quindi serve fare una programmazione sistematica per dare più efficacia agli interventi che stiamo facendo, ovviamente in una logica di programmazione”.
Presenti alla conferenza anche Francesco Vincenzi, presidente dell’ANBI Emilia-Romagna e Meuccio Berselli, segretario dell’Autorità distrettuale di bacino del Po.