Novità per la montagna nella Legge di Bilancio statale 2017

Il 7 dicembre scorso in Senato è stata approvata in via definitiva la Legge di Bilancio 2017 con diverse novità per le aree montane e gli Enti locali.

Tra le più significative si segnala l’esonero contributivo triennale per i coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, con età inferiore ai 40 anni, che si iscriveranno per la prima volta alla previdenza agricola nel 2017. L’esonero è stato esteso anche ai giovani coltivatori iscritti nel 2016, le cui aziende sono ubicate nei territori montani.
La nuova disciplina per il Fondo di solidarietà comunale esclude le risorse destinate alle unioni e fusioni di Comuni, che continueranno ad essere erogate secondo gli importi e le regole ora vigenti. Si tratta in particolare del contributo di 30 milioni annui spettante alle Unioni di Comuni ai sensi della Legge n.388/2000 e del contributo di 30 milioni di cui al Decreto-legge n.95/2012, spettante ai Comuni istituiti a seguito di fusione, per i quali, a decorrere dal 2017, si eleva dal 40 al 50 per cento la quota del contributo straordinario commisurato ai trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010.
Sono poi state innalzate per il 2017 le percentuali di compensazione IVA applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina, prevedendo che le stesse non possano superare, rispettivamente, la misura del 7,7 e dell’8 per cento. Viene ripristinata l’agevolazione fiscale relativa ai trasferimenti di proprietà di fondi rustici nei territori montani finalizzati all’arrotondamento della proprietà contadina (imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa ed esenzione dalle imposte catastali).
E’ stato inoltre istituito un fondo destinato a finanziare interventi riguardanti, tra l’altro, la difesa del suolo e il dissesto idrogeologico. Il fondo ha una dotazione di 1.900 milioni di euro per l’anno 2017, 3.150 milioni per l’anno 2018, 3.500 milioni per l’anno 2019 e 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032. Sono poi stati integrati i settori oggetto di finanziamento allo scopo di ricomprendere, oltre alla difesa del suolo e al dissesto idrogeologico, anche il risanamento ambientale, le bonifiche, gli interventi relativi alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione.
Introdotta una disciplina volta a destinare, dal 1° gennaio 2018, i proventi dei titoli abitativi edilizi e delle sanzioni in materia edilizia a una serie di interventi, fra cui l’acquisizione e la realizzazione di aree verdi. E’ stata infine prevista l’istituzione di un Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, destinato al rinnovo del parco autobus dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, alla promozione e al miglioramento della qualità dell’aria con tecnologie innovative.
“Numerosi articoli della legge – ha affermato l’onorevole Enrico Borghi, Presidente nazionale UNCEM – contengono misure per i territori, per le aree interne, per la pubblica amministrazione. Si tratta di scelte importanti fatte dal Governo e dal Parlamento: provvedimenti attesi da almeno due decenni che attendevano un compimento legislativo, finalmente arrivato”.