PRT 2019: in corso la valutazione in sede regionale delle domande di contributo delle Unioni montane

Scaduto il bando il 30 aprile scorso, sono ora in corso di valutazione da parte della Regione le domande delle Unioni di Comuni per la concessione dei contributi annuali sul Programma di Riordino Territoriale (PRT) a sostegno delle gestioni associate. Tutte le 21 Unioni montane hanno presentato domanda nei tempi previsti e otterranno risposta entro il prossimo mese di luglio.

In generale, sono confermati anche per il 2019 gli stessi criteri di riparto (popolazione, territorio e perequazione temporale) utilizzati nel 2018 per la quota di risorse, pari ad euro 4.200.000, riservata alle Unioni montane.
A queste ultime viene infatti riconosciuto uno status particolare, in quanto esse, oltre alle gestioni associate di funzioni comunali, presentano specificità legate allo svolgimento delle funzioni proprie degli enti montani (tra cui forestazione e vincolo idrogeologico, difesa del suolo, programmazione e promozione dello sviluppo territoriale) e dal transito di personale delle ex Comunità montane.
Ecco perché le risorse a disposizione sono ripartite tra le Unioni alle cui dipendenze è confluito il personale o la maggior parte del personale delle soppresse Comunità montane, sulla base dei costi del personale addetto in prevalenza alle funzioni delegate dalla Regione a tutela e promozione della montagna, svolte obbligatoriamente in forma associata dalle Unioni montane per i propri Comuni. Tali risorse sono inoltre destinate a coprire i maggiori costi delle funzioni comunali svolte in montagna dagli Enti associativi, perseguendo un rafforzamento della struttura amministrativa ereditata dalle ex Comunità montane attraverso la riorganizzazione delle Unioni e dei loro Comuni.
Le risorse riservate alle Unioni montane sono dunque ripartite con un criterio misto, che assegna il 60% delle risorse sulla base del territorio montano complessivo gestito e il 40% delle risorse sulla base della popolazione servita.