Altri 6,8 milioni di euro per la graduatoria del bando PSR sulla prevenzione del dissesto idrogeologico in agricoltura

Nel quadro della redistribuzione delle risorse del Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020 ottenute da economie su altre misure, al bando “Prevenzione danni da dissesto idrogeologico al potenziale produttivo agricolo” (Operazione 5.1.01) sono stati assegnati altri 6,8 milioni che si vanno ad aggiungere ai 16,8 milioni di euro

già stanziati, per un totale di quasi 24 milioni, un investimento senza precedenti a difesa dei terreni e delle strutture produttive agricole.
Viene così reso possibile lo scorrimento della graduatoria del bando, che con lo stanziamento originario aveva finanziato 173 progetti e ora ne riuscirà a sostenere ben 250.
I finanziamenti serviranno per la protezione di stalle, fienili, serre, magazzini e terreni agricoli da fenomeni di dissesto idro-geologico dovuti a maltempo e avversità climatiche nelle aziende agricole e zootecniche.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’UNCEM regionale, Giovanni Battista Pasini: «All’indomani dell’approvazione avevo già auspicato che all’interno del PSR si trovassero le risorse per finanziare tutti i progetti della graduatoria. Ora che ciò è stato possibile, apprezziamo il fatto che si possa intervenire in maniera ancora più incisiva su un tema così importante come quello del dissesto idrogeologico in agricoltura».
Complessivamente, questa redistribuzione di risorse (che rappresenta la 9a modifica del PSR), approvata dalla Giunta regionale, consente di mettere a bando 22 milioni di euro, ai quali si aggiungono 2 milioni di risorse regionali rivolti in particolare ai giovani. La modifica è già stata notificata alla Commissione Europea, con la quale erano già stati condivisi i cambiamenti di indirizzo delle risorse. Nell’ambito delle misure contro il dissesto, oltre ai 6,8 milioni citati, ci saranno anche 2,5 milioni per un nuovo bando dell’operazione “8.4.01 Sostegno al ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici”, che consentono più che un raddoppio della dotazione originaria portandola a circa 4,5 milioni di euro.