Autonomia della Regione Emilia-Romagna: confermata la “fiscalità di vantaggio” con il taglio IRAP per le imprese della montagna

Lo scorso 11 febbraio si è svolto a Bologna il seminario dedicato alla proposta dell’Emilia-Romagna sul “regionalismo differenziato” in vista della possibile intesa con il Governo, organizzato dalla stessa Regione. E’ stata un’occasione di confronto con la società emiliano-romagnola (istituzioni e amministratori locali, rappresentanti dei lavoratori e delle categorie economiche, mondo accademico) utile per

illustrare la proposta della Regione per ottenere maggiore autonomia nel rispetto dell’articolo 116 della Costituzione e della solidarietà fra territori.
In sostanza, come ha spiegato il presidente Stefano Bonaccini, la Regione chiede 15 delle 23 competenze possibili secondo il dettato costituzionale, senza chiedere un euro in più allo Stato e senza sottrarre fondi al bilancio nazionale. “Servono invece - ha detto il presidente - risorse certe per fare una programmazione seria, potendo gestire direttamente qui le risorse già ora spese dallo Stato per le competenze che proponiamo ci vengano trasferite, convinti di poterlo fare meglio, per rendere più efficienti i nostri servizi e più rapide le risposte della pubblica amministrazione ai cittadini e alle imprese, potenziando il welfare e la sanità regionali e per poter aiutare chiunque abbia davvero bisogno”.
Bonaccini, nel suo intervento, ha parlato anche di montagna e della cosiddetta “fiscalità di vantaggio” (la fiscalità che possa compensare lo svantaggio di fare impresa e vivere in montagna), confermando la misura per il taglio o l’azzeramento dell’IRAP alle imprese di montagna, sostenuta con 12 milioni di euro già previsti nel bilancio regionale approvato a fine anno. Il presidente ha confermato quello che già aveva detto intervenendo alla Conferenza regionale organizzata dall’UNCEM a Bologna il 26 ottobre 2018: “Uno sconto fiscale da applicarsi automaticamente e senza burocrazia” per sostenere quella rete di piccole imprese ed esercizi commerciali che sono il tessuto economico e sociale che tiene viva una comunità. Per combattere abbandono e spopolamento della montagna e dare nuove opportunità di lavoro soprattutto ai giovani.
«Esprimo il forte apprezzamento dell’UNCEM Emilia-Romagna per il percorso di autonomia intrapreso dalla Regione - ha detto il presidente Giovanni Battista Pasini - che porterà più efficienza nella gestione delle risorse regionali ed una maggiore coesione nazionale. Ulteriore apprezzamento, poi, nel quadro di una più incisiva autonomia fiscale, per la conferma della “fiscalità di vantaggio” per le imprese montane, i cui fondi sono già nel bilancio regionale».