Dalla Conferenza regionale le proposte dell’UNCEM per una nuova politica della Montagna

Un appuntamento di grande spessore quello della Conferenza regionale organizzata dall’UNCEM Emilia-Romagna lo scorso 26 ottobre a Bologna per dibattere delle proposte messe in campo dalla compagine guidata dal presidente Giovanni Battista Pasini a favore di una nuova politica nazionale della Montagna. Ad aprire i lavori un importante intervento del presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini,

che ha annunciato nuovi provvedimenti a favore delle aree montane (vedi articolo dedicato). A seguire, numerosi interventi da parte di esperti tecnici e rappresentanti di Enti, imprese e mondo accademico, che hanno dato un significativo contributo ai lavori della Conferenza.
Tra l’apertura di Bonaccini e lo sviluppo del “panel” degli interventi, il presidente dell’UNCEM Emilia-Romagna, Giovanni Battista Pasini, ha illustrato i contenuti del documento elaborato dall’associazione dal titolo “Verso gli Stati Generali della Montagna”, contenente le proposte dell’UNCEM Emilia-Romagna ai tavoli istituiti al Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie a Roma il 16 ottobre scorso. Questo perché, come ha introdotto Pasini: «Le problematiche della montagna devono essere affrontate a livello nazionale».
Il documento traccia in premessa quelle che sono le principali criticità della montagna: spopolamento, calo demografico e invecchiamento, abbandono dei centri abitati periferici e dei piccoli borghi, patrimonio edilizio rurale e aree agricole in abbandono, dissesto idrogeologico e mancanza di manutenzione del territorio, progressiva perdita di dinamismo imprenditoriale e di vitalità. Ne individua le cause in: carenza di opportunità di lavoro e di servizi alla collettività e all’individuo, ritardi nel superamento del digital divide, chiusura o rischio di chiusura delle scuole e diffusa presenza di pluriclassi, chiusura dei servizi e degli esercizi commerciali di prossimità, tassazione e costi di esercizio elevati, incidenza fiscale elevata per le attività artigianali e professionali, costi e disagi maggiori per persone e aziende per le distanze dai centri urbani e industriali, elevati costi sulle seconde case, tagli alla finanza locale e azzeramento dell’autonomia finanziaria per i piccoli Comuni montani.
Il documento traccia e motiva poi quelle che sono le proposte dell’UNCEM, suddivise in sei punti: un programma strutturato e pluriennale per la prevenzione e la manutenzione del territorio montano, una fiscalità di compensazione allo svantaggio territoriale, un programma per il recupero del patrimonio edilizio rurale, il mantenimento delle scuole in montagna, l’applicazione della Strategia Nazionale delle Aree interne anche ai territori periferici montani, il ripristino dell’autonomia finanziaria dei Comuni e l’adozione di una vera perequazione territoriale.
I lavori della Conferenza sono poi stati chiusi dall’intervento conclusivo del nuovo presidente nazionale dell’UNCEM, Marco Bussone, che, nell’apprezzare i contributi venuti dall’assise bolognese alla piattaforma nazionale per gli Stati Generali della Montagna, ha voluto porre l’accento sul ruolo dell’UNCEM, efficace portatrice dei grandi temi alla politica, alla quale compete tradurli in azioni concrete. «Tema importante - ha detto Bussone - è poi quello dell’innovazione, sulla quale la Regione Emilia-Romagna è avanti, a differenza del “Sistema Paese” dove ancora troppo grave è il problema del digital divide». Un ultimo accenno il presidente lo ha dedicato all’enorme patrimonio boschivo della montagna italiana: ben 12 milioni di ettari di foreste che bisogna senz’altro tutelare, ma anche rendere produttive.
I documenti e gli interventi della Conferenza regionale si possono scaricare al link: https://bit.ly/2ExY1zM.