Pasini, presidente UNCEM: “Dare stabilità al rilancio turistico dell’Appennino”

Dopo i mesi del lockdown e le incertezze che ancora permangono rispetto a quella che sarà l’evoluzione del Covid-19, è gradualmente emerso e trova conferma in queste settimane estive un rinnovato e sostanzioso interesse per l’Appennino e le sue aree verdi.

«Fin dalla riapertura dei primi di maggio abbiamo assistito ad una forte richiesta di affitti per case di vacanza in Appennino - dice Giovanni Battista Pasini, presidente dell’UNCEM Emilia-Romagna - con tendenza ad un “tutto esaurito” che non si vedeva da anni. Una ritrovata vitalità che si manifesta anche in qualche piccolo segnale positivo per le compravendite immobiliari, sicuramente stimolate dal bando della Regione per favorire l’insediamento in montagna delle giovani coppie».
Imprevedibilmente, l’arrivo del Covid e le relative restrizioni, accompagnate anche da un po’ di preoccupazione per l’evoluzione della situazione che sconsiglia i viaggi troppo lontano da casa, stanno assegnando al territorio montano numeri da rilancio, giunti ad innestarsi nei dati positivi fatti registrare dalle presenze turistiche nelle ultime stagioni.
«I segnali sono quelli di una rinascita del turismo di prossimità - dice ancora Pasini - con una riscoperta delle eccellenze dell’Appennino, natura e ambiente “in primis”, ma anche ospitalità e gastronomia. E poi c’è da segnalare il ritrovato utilizzo delle “seconde case”, autentico fenomeno montano di qualche decennio fa che oggi potrebbero evitare degrado e abbandono facendole diventare strutture di ospitalità diffusa».
Una situazione virtuosa, però, che come si è venuta a creare, altrettanto repentinamente potrebbe venir meno. Ecco perché UNCEM sta già riflettendo, anche attraverso un confronto con la Regione, su progetti di valorizzazione per l’Appennino, in grado di dare stabilità al fenomeno.
«Abbiamo recentemente incontrato l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini - continua il presidente UNCEM - al quale abbiamo manifestato e ribadito l’esigenza di portare avanti un’adeguata campagna promozionale del turismo in Appennino. Occorre poi dare un forte impulso ai soggetti imprenditoriali pubblico-privati che si occupano di incoming e fornire sostegno alle imprese del settore dell’ospitalità turistica in montagna. In questo senso riteniamo molto positivo il recente bando varato dalla Giunta regionale che stanzia 2 milioni di euro di contributi a fondo perduto per le strutture ricettive montane a fronte della perdita di fatturato per la chiusura forzata dell’attività durante il lockdown».