Per la Corte dei Conti gli scuolabus sono “trasporto pubblico”, l’UNCEM si mobilita presso il Governo

La recente sentenza n. 46/2019 della Corte dei Conti, Sezione di controllo del Piemonte, ha dichiarato che il servizio di trasporto scolastico con scuolabus non può essere ritenuto servizio a domanda individuale ma trasporto pubblico e, come tale, il costo deve essere interamente coperto con i proventi delle tariffe. Ciò significa

che, qualora questa sentenza si consolidi in giurisprudenza, i Comuni non potranno più intervenire con risorse proprie per abbattere i costi di questo servizio, con l’evidente notevole aggravio dei costi sulle famiglie degli studenti.
Alla luce di tutto questo, il presidente dell’UNCEM Emilia-Romagna, Giovanni Battista Pasini, ritenendo necessario avviare una forte e urgente azione politica verso il Governo, affinché, con un idoneo provvedimento normativo, chiarisca che il servizio di trasporto scolastico con scuolabus è da annoverare fra i servizi a domanda individuale e non è da ritenere servizio pubblico, ha scritto ai sindaci e agli assessori alla Scuola dei Comuni montani emiliano-romagnoli perché si rendano partecipi di questa sollecitazione, condividendo una lettera (trasformabile in ordine del giorno nei singoli Consigli comunali), da inviare ai ministri competenti, segnatamente a Danilo Toninelli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e a Marco Bussetti, Ministro dell’istruzione dell’Università e della Ricerca, chiedendo l’urgente modifica dell’art. 5 del D.Lgs. 63/2017, possibilmente entro il 1° settembre 2019, onde evitare qualsiasi fraintendimento normativo e confusione organizzativa in vista del nuovo anno scolastico.