Tempi certi per le tempistiche d’intervento sulla risorsa idrica montana; UNCEM rinnova la richiesta di aumento dei contributi

In un incontro svoltosi alcune settimane fa in Regione su iniziativa di UNCEM e di ATERSIR (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi idrici e Rifiuti), è stato fatto il punto e la verifica sullo stato di attuazione degli interventi per la tutela della risorsa idrica in ambito montano.

All’incontro, in cui si è parlato anche del programma degli interventi per l’anno 2020, hanno partecipato Giovanni Battista Pasini, presidente dell’UNCEM Emilia-Romagna, Marco Grana Castagnetti, responsabile dell’Area servizio idrico integrato di ATERSIR e Paolo Ferrecchi, direttore generale del Servizio Cura del territorio e dell’Ambiente della Regione Emilia-Romagna.
Dai dati illustrati da ATERSIR emerge come nel quadriennio 2015-2018 siano stati approvati finanziamenti per un totale di 9.627.092 euro, non tutti erogati in quanto permangono ancora, a partire dal 2017, rendicontazioni incomplete che hanno impedito di procedere con le liquidazioni. Proprio quello del rispetto delle tempistiche è sempre stato un annoso problema, che, tuttavia, nell’ultimo periodo pare gradualmente avviarsi a soluzione.
Come noto, la Regione con la delibera di Giunta n. 933/2012 approvò le linee-guida (unica Regione a livello nazionale) relative alla gestione delle aree dei bacini idrici che alimentano i sistemi di prelievo delle acque nel territorio montano, definendo i criteri per la determinazione dei costi di gestione da coprire nella tariffa del Sistema idrico integrato (SII). ATERSIR si dotò successivamente di un Disciplinare per la gestione dei contributi, poi rinnovato nel marzo 2018, andando, fra le altre cose, a definire più precisamente gli interventi finanziabili. E’ poi giunta la delibera di ARERA (Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente) dello scorso dicembre che obbliga ATERSIR a definire il costo effettivamente sostenuto per i contributi alle Unioni montane (che concorre a determinare le tariffe del SII) entro due anni da quello di programmazione.
ATERSIR ha quindi stabilito un nuovo iter procedurale e temporale tra il proprio stanziamento annuale dei finanziamenti destinati agli interventi di tutela della risorsa idrica montana e la chiusura dei progetti da parte degli enti beneficiari. Tempistiche che saranno da rispettare per non incappare nelle sanzioni di ARERA. In pratica, il nuovo calendario prevede la chiusura dei progetti entro il 31 dicembre dello stesso anno di programmazione, fatta salva la possibilità di una proroga, a fronte di motivata richiesta, fino al 31 agosto dell’anno successivo.
Tutti concordi i presenti su questo calendario, con l’impegno a utilizzare l’istituto della proroga solo per reali necessità.
L’incontro si è concluso con l’appello alle Unioni del presidente Pasini a completare la ricognizione sulla quantità e la localizzazione degli acquedotti rurali gestiti localmente, sui quali ATERSIR non riesce a intervenire. Il presidente UNCEM non ha rinunciato nemmeno in questa occasione a chiedere che sia aumentata la percentuale sui costi da applicare sulla tariffa del SII dall’attuale 0,50% allo 0,75%, in modo da aumentare il contributo a disposizione della montagna.