Prima riunione a Roma del nuovo Consiglio Nazionale UNCEM, sul tavolo il tema della nuova Legge sulla Montagna

Prima riunione a Roma del nuovo Consiglio Nazionale UNCEM, sul tavolo il tema della nuova Legge sulla Montagna

Si è svolta nella sede di Confcooperative a Roma la prima riunione del nuovo Consiglio Nazionale UNCEM, scaturito dal congresso de L’Aquila del dicembre scorso, a cui hanno partecipato il presidente della delegazione Emilia-Romagna, Emanuele Ferrari, e i consiglieri Ermes Boraschi (sindaco di Palanzano) e Francesco Mariani (sindaco di Compiano), nella foto.

Naturalmente il tema principale dell’assise non poteva che essere quello del nuovo testo del decreto riguardante la classificazione dei Comuni montani, di cui alla nuova Legge sulla Montagna n. 131/2025, scaturito dall’incontro della Conferenza Unificata del 5 febbraio, che attesta i Comuni montani italiani sul numero complessivo di 3.715, con modifiche estensive riguardo ai parametri fisici di definizione che erano usciti dalla prima proposta del Governo. Un nuovo testo che non ha visto il parere unanime di tutte le Regioni, con ancora diverse contrarietà e ambiti territoriali che perdono il requisito di montanità, come accade ad esempio per alcuni Comuni della collina bolognese.

Il presidente nazionale UNCEM Marco Bussone, nel suo intervento al Consiglio Nazionale ha tuttavia affermato che è necessario non farsi distrarre dalla querelle sulla nuova classificazione. Bisogna riprendere il filo dei contenuti, entrare nel vivo dei decreti attuativi e fare proposte concrete.

Il presidente dell’UNCEM Emilia-Romagna Ferrari, nel suo intervento ha rilanciato, dicendo che “Le politiche per la montagna si costruiscono a livello regionale e la nostra regione c'è, da sempre. Cerchiamo quindi di investire in un dialogo che promuova coesione territoriale e recuperi il senso del legame metromontano, le politiche per le aree interne e la valorizzazione delle Unioni. Per UNCEM Emilia-Romagna oggi significa ripartire dalla situazione che si è creata soprattutto con l’esclusione dei Comuni della cintura bolognese. È necessario giocare fino in fondo una partita che tenga unite le varie associazioni: UNCEM può e deve promuovere un vero coinvolgimento di ANCI, UPI, Autonomie Locali Italiane (ALI) e Associazione dei Piccoli Comuni (ANPCI). Solo in questa ricerca di polifonia è possibile un confronto sensato con il Governo”.

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