UNCEM rivolge un appello ai candidati alle Elezioni con un documento in sette punti per provvedimenti in favore della montagna: fiscalità, imprese, ambiente, sviluppo digitale e servizi

A dieci giorni dalle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, l’UNCEM Emilia-Romagna lancia un appello a tutti i candidati nei collegi della regione attraverso un documento elaborato in sette punti dal titolo “Un impegno per la montagna”, affinché, in caso di loro elezione, si facciano interpreti in Parlamento e nelle sedi istituzionali di provvedimenti in favore delle aree appenniniche.
Il documento (consultabile in allegato) traccia quelle che UNCEM ritiene essere le priorità per la valorizzazione del territorio montano, oggi più che mai caratterizzato da profonde fragilità a tutti i livelli, da quello sociale, con la piaga mai sanata dello spopolamento, a quello territoriale, con il deficit manutentivo che si ripercuote con effetti negativi fino a valle.
I sette punti elaborati da UNCEM toccano i temi più sensibili riguardanti le comunità e le pubbliche amministrazioni della montagna, a partire dagli introiti sull’IMU (l’imposta municipale unica) che viene in parte trattenuta dallo Stato, in particolare quella relativa alle “seconde case”, ritenute sulla carta tutte turistiche e quindi fonte di ricchezza per i Comuni montani, mentre in realtà oggi sono per la maggior parte disabitate, in vendita o frutto di eredità. UNCEM chiede con forza che l’Imu rimanga interamente ai Comuni, a copertura dei maggiori costi che essi hanno per gestire un territorio disagiato come quello montano. C’è poi il tema dello svantaggio fiscale per le imprese che operano in montagna, che hanno costi più alti e introiti minori, per le quali il documento chiede misure fiscali agevolate, nel riconoscimento alle imprese della loro funzione di mantenimento dell’economia montana. Al terzo punto l’annoso problema del “divario digitale” sofferto dalla montagna rispetto alle aree urbane, anche a seguito dei ritardi sull’introduzione della banda ultralarga e della fibra ottica, elementi indispensabili per mantenere i servizi, creare lavoro e quindi mantenere la popolazione residente.
Vi sono poi tre punti dedicati alla necessità di avere maggiori risorse e incentivi per la valorizzazione e la riqualificazione dell’ambiente, dell’agricoltura e del turismo in montagna. In particolare il primo, per il quale UNCEM chiede di riconoscere che quello montano è il territorio dove si sviluppano i cosiddetti “servizi ecosistemici” (acqua, stoccaggio anidride carbonica, foreste e biomassa legnosa, salvaguardia idrogeologica), oltre che sede delle più importanti risorse ambientali al servizio delle aree urbane e per questo va tutelato.
L’ultimo punto, ma non per importanza, riguarda il mantenimento in montagna dei servizi pubblici, quali sanità, scuola e trasporti pubblici, in quanto “non è pensabile - viene scritto - che si mettano in campo azioni importanti per rilanciare le aree montane senza intervenire sulla disponibilità e sulla qualità dei servizi essenziali”.
«La montagna è un territorio che non può essere considerato marginale - dice il presidente UNCEM Giovanni Battista Pasini - perché da esso spesso dipende anche la qualità delle aree pianeggianti, produttive e più densamente abitate. La montagna, che occupa il 54% del territorio nazionale, deve poter contare di più e recitare il ruolo realmente attivo che gli compete».

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