Black-out elettrici dopo neve e vento in Appennino: una situazione insostenibile

I comuni dell’Appennino modenese e bolognese di nuovo al buio, questa volta a causa del forte vento che ha flagellato la montagna la sera dell’11 dicembre. Non era infatti trascorso nemmeno un mese dalla inaspettata nevicata del 13 e 14 novembre, quando un vento con raffiche

superiori a 100 km. all’ora ha provocato ingenti danni e l’ennesimo black-out elettrico, scatenando la rabbia di chi in montagna vive quotidianamente tra mille disagi.
Proprio di questi continui disagi vissuti dalla popolazione montana si è fatto portavoce il presidente dell’UNCEM Emilia-Romagna, Giovanni Battista Pasini, che in una lettera indirizzata all’assessore regionale all’Ambiente e alla Montagna Paola Gazzolo, ha espresso tutto il suo disappunto rispetto “alle ormai ricorrenti interruzioni di erogazione di energia elettrica a causa dell’insufficiente o mancata manutenzione degli impianti da parte dei gestori delle linee elettriche”, chiedendo di “assumere con determinazione le più opportune iniziative affinché queste situazioni non abbiano più a ripetersi”.
Non è accettabile - ha scritto Pasini - che i territori più colpiti siano sempre quelli di montagna che, oltre a risentire di situazioni ambientali di maggiore svantaggio, si trovano a subire danni per l’incuria di chi ha la responsabilità di fornire servizi essenziali ed indispensabili come l’energia elettrica, la cui interruzione porta come conseguenza la sospensione anche di altri servizi come l’erogazione dell’acqua”.
L’UNCEM, già nel 2015, chiese con forza la convocazione di un tavolo in Regione a seguito del black-out verificatosi quell’inverno con caratteristiche simili a quelle dello scorso novembre, quando la prima neve ha lasciato al buio numerosi comuni dell’Appennino. In quell’occasione Enel si impegnò a garantire interventi continuativi e preventivi. «Invece, niente di tutto questo - fa notare Pasini - e al primo fenomeno di una certa entità il problema si è ripetuto. La manutenzione lungo le linee, con il contenimento della vegetazione, deve essere fatta da parte dei proprietari degli impianti in modo sistemico, programmato a cadenza annuale, solo così si evita la crescita di piante ad alto fusto che poi si schiantano abbassandosi sulle linee in presenza di eventi atmosferici più intensi della norma».
A farsi sentire, dopo l’ennesima emergenza legata alla rete energetica rispetto agli eventi meteo, sono stati, in coro, anche i sindaci dell’Appennino: “Chiediamo con forza - hanno scritto - un incontro con i vertici Enel per avere finalmente contezza degli investimenti che intendono mettere in campo per ovviare a così vistosi problemi. Alla Regione chiediamo, se necessario, gli adeguamenti normativi per favorire gli investimenti manutentivi. Deve essere chiaro a tutti i soggetti in campo che la situazione così è davvero insostenibile”.