Il Giro d'Italia ritorna sull’Appennino emiliano-romagnolo

Dopo l’arrivo a Sestola dello scorso anno, l’Appennino emiliano-romagnolo si “veste” di nuovo di rosa in occasione del centenario del Giro d’Italia, che vedrà due tappe toccare il suo territorio. Il Giro 2017, lungo 3.572,2 chilometri complessivi, è partito il 5 maggio dalla Sardegna e poi, dopo un passaggio in Sicilia, sta risalendo in questi giorni la penisola.

Bagno di Romagna sarà una delle località protagoniste del tragitto, ospitando l’arrivo dell’11ª tappa che il 17 maggio partirà da Ponte a Ema (Firenze), città natale di Gino Bartali. Un “tappone” appenninico che vedrà la scalata di ben quattro colli (con altrettanti Gran premi della Montagna) senza tratti di pianura intermedi. Dal passo della Consuma i ciclisti lasceranno l’Appennino Toscano immergendosi nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi al passo della Calla per poi scendere a Santa Sofia e affrontare la successiva salita al passo del Carnaio. Dopo un primo passaggio a Bagno di Romagna, i corridori descriveranno un anello affrontando l’ultima impegnativa salita al monte Fumaiolo, che aprirà la strada alla discesa finale e all’arrivo a Bagno.
La tappa dell’indomani da Forlì a Reggio Emilia, vedrà invece il Giro d’Italia numero 100 toccare alcune località montane dell’Appennino Bolognese, quali Rioveggio, Vado (Monzuno) e Sasso Marconi. Una semplice tappa di trasferimento senza particolari difficoltà altimetriche, ma che rappresenterà una rarità nella storia del Giro: la gara ciclistica farà infatti il suo inedito ingresso in autostrada a Barberino di Mugello per uscirne, superato il valico appenninico, proprio a Rioveggio. Dopo il passaggio a Sasso Marconi - a otto anni dalla tappa che condusse i corridori in vetta al colle di San Luca nel 2009 - la corsa scenderà verso la pianura attraverso Casalecchio di Reno e Zola Predosa.