La foresta di Sasso Fratino è il primo sito montano patrimonio dell’Unesco in Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna ha il suo primo sito “Patrimonio mondiale dell’Umanità” in montagna. La Riserva naturale di Sasso Fratino nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi è infatti entrata a far parte del repertorio dell’UNESCO dopo un processo decennale di candidatura

che ha visto la quarantunesima sessione della Commissione riunita a Cracovia dare il giusto riconoscimento ad una delle perle ambientali del nostro Appennino.
Il processo di candidatura nasce nel 2007 dal riconoscimento come siti Patrimonio dell’Umanità di 10 faggete dei Carpazi, tra Slovacchia e Ucraina. A queste, nel 2011 sono state aggiunte altre 5 faggete vetuste tedesche. L’inclusione di queste ultime è stata accettata dall’UNESCO con la precisa indicazione di procedere all’ampliamento del sito ad altre nazioni europee. E’ stato quindi attivato un processo per l’elaborazione di una proposta congiunta tra tutti i paesi europei interessati a includere nella rete le proprie faggete vetuste. La proposta italiana che, appunto, comprendeva la Riserva integrale di Sasso Fratino, oggi fa salire a quattro il numero dei siti Patrimonio mondiale dell’Umanità in Emilia-Romagna, dopo il centro storico di Ferrara, le chiese paleocristiane di Ravenna e il Duomo di Parma.
Il sito è entrato a far parte della lista del Patrimonio mondiale insieme ad altri 9 siti italiani, per una superficie totale di oltre duemila ettari. Con questi siti, inoltre, Sasso Fratino si inserisce nella rete europea delle riserve di faggi secolari, diffusa in 12 Paesi europei.