Sull’Appennino Bolognese un progetto sperimentale per la filiera produttiva biologica dell’antica “Mela rosa romana”

La Regione Emilia-Romagna ha approvato la concessione di un finanziamento di 154.000 euro per la realizzazione del progetto sperimentale “Organizzazione e valorizzazione di una filiera di qualità in biologico della Mela Rosa Romana dell’Appennino Bolognese”, presentato da un raggruppamento, appositamente costituito, composto da Università di Bologna, CRPV, azienda sperimentale Astra, agricoltori, trasformatori, commercianti e dal GAL dell’Appennino Bolognese.

Il progetto è stato finanziato nell’ambito del bando riservato ai Gruppi Operativi per l’Innovazione (GOI) ed è finalizzato a mettere a punto i presupposti per lo sviluppo territoriale di una innovativa e organizzata filiera produttivo-commerciale dell’antico frutto appenninico, già coltivato in montagna in epoca romana (portato probabilmente dagli etruschi) e che per secoli ha alimentato un fiorente commercio verso la penisola e l’estero, fino agli Anni ’50 del secolo scorso, quando fu abbandonato a favore della melicoltura di pianura, più adatta a gestioni intensive e meccanizzate.
Il progetto ha durata biennale e prevede l’analisi e la selezione dei migliori genotipi, la sperimentazione di tecniche agronomiche sostenibili, la messa a punto di un modello ottimale di gestione delle relazioni tra i vari attori della filiera produttiva, nonché l’individuazione delle modalità più opportune per la valorizzazione e la comunicazione delle straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche dell’antica mela.
Il Presidente del GAL dell’Appennino Bolognese, Tiberio Rabboni, ha detto: “Sostenendo il progetto, la Regione non solo ne attesta la qualità ma dimostra di credere nel valore unico di questo frutto e nelle sue potenzialità di sviluppo. Se tutto andrà come ci aspettiamo, il progetto ci consegnerà, tra circa diciotto mesi, le conoscenze necessarie per promuovere il ritorno di una melicoltura professionale sull’Appennino Bolognese dalle straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche”.