Unione Valli del Reno, Lavino e Samoggia: un laboratorio d’innovazione informatica

Entro marzo 2017 tutti i dati dei “data center” locali saranno trasferiti al server unico di Lepida con notevoli risparmi economici ed un miglioramento dei servizi informatici.

L’Unione dei Comuni “Valli del Reno, Lavino e Samoggia”, ultima nata fra le Unioni montane (o parzialmente tali) della regione è stata la prima, insieme al Nuovo Circondario Imolese, a pianificare il trasferimento di tutta la propria banca dati informatica verso il server unico di Lepida spa (la società “in house” della Regione Emilia-Romagna), collocato a Ravenna, connotandosi in questo modo come un vero e proprio laboratorio d’innovazione informatica a livello regionale.
E’ infatti nell’ultima fase di realizzazione (la conclusione è prevista il prossimo mese di marzo) il progetto di adozione dei servizi di “data center e cloud” di Lepida spa e la conseguente migrazione verso di essa di tutti i dati dei “data center locali” dei comuni dell’Unione, compresi i tre comuni montani di Valsamoggia, Monte San Pietro e Sasso Marconi.
Il Servizio Informatico Associato (SIA) dell’Unione, operativo fin dalla nascita dell’ente (1° gennaio 2015), ha subito dovuto misurarsi con situazioni differenti e disomogenee rispetto ai Comuni aderenti, sia di tipo tecnologico che di stato di invecchiamento del “parco macchine” dei vari servizi informativi. Obiettivo immediato è stato pertanto quello di prevedere la realizzazione di un unico “data center” rispetto ai quattro esistenti, meglio definito nell’adozione di un “data center” esterno come quello fornito da Lepida, che comporta diversi vantaggi: dall’azzeramento degli investimenti per funzionamento e manutenzione (ricompresi nei canoni del servizio esterno), con un deciso snellimento delle attività tecniche e amministrative ad una drastica riduzione dei costi dell’energia elettrica, dalla conversione delle ore di lavoro-uomo dei tecnici del SIA in attività specialistiche di più alto livello, alla possibilità di scalare e potenziare la struttura a seconda delle esigenze in tempo reale, semplicemente attivando nuove risorse con un semplice comando ed evitando lunghe e costose procedure di acquisto, installazione e configurazione.
Quanto ai costi, pure in presenza di situazioni disomogenee di partenza, il SIA dell’Unione Valli del Reno, Lavino e Samoggia ha quantificato un risparmio economico su base annua che sfiora il 30 per cento in meno rispetto alla somma dei costi sostenuti dai singoli Comuni.
Massimo Bosso, sindaco di Casalecchio e presidente dell’Unione, pone l’accento sulla bontà del progetto di migrazione informatica e sul suo duplice obiettivo: «Da giovanissima Unione abbiamo compiuto uno sforzo importante in questa come in altre funzioni associate. Partivamo da una situazione complessa, data dal fatto che vi erano diversi “data center” da uniformare e la scelta di puntare sul trasferimento ad un server unico ci farà risparmiare da un lato e dall’altro ci consentirà di sviluppare, attraverso il supporto di Lepida, la qualità dei nostri servizi verso i cittadini».